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Artrite Reumatoide - Io ne parlo

La terapia per l'Artrite Reumatoide

Una corretta terapia per l’Artrite Reumatoide

Ti capita di dimenticare di assumere i farmaci o di non volerli prendere? Non sei il solo! Soltanto il 30-35% dei pazienti affetti da artrite reumatoide riesce a seguire correttamente la terapia prescritta.1

Tuttavia assumere le medicine rispettando il dosaggio prescritto aiuta a tenere sotto controllo la malattia.2 Se hai bisogno di aiuto per seguire la terapia, parlane al tuo reumatologo perchè può aiutarti a semplificare il piano terapeutico in modo che non interferisca con la tua vita quotidiana. Se hai problemi con la terapia, non avere paura di parlarne.

 

La terapia

L’importanza di essere pazienti

L’importanza di essere pazienti. Avere pazienza consente di vedere i risultati sul lungo termine.

Tutte le persone che devono imparare a convivere con l’Artrite Reumatoide sperano che il proprio trattamento agisca nel modo più rapido possibile, portandole ben presto ad una significativa riduzione dei sintomi, e finiscono con lo scoraggiarsi se questo non avviene “nei tempi da loro desiderati”.

Si tratta di una reazione assolutamente comprensibile, ma è non è il caso di lasciarsi abbattere: generalmente, sono necessari dai 4 ai 6 mesi perché il trattamento abbia effetti rilevanti, motivo per cui è importante essere pazienti e continuare con la terapia anche se si pensa che, al momento, questa non stia funzionando secondo le nostre aspettative.

È come quando ci cimentiamo in qualcosa di nuovo: è necessario pazientare e, solo dopo qualche tempo, potremo vedere dei progressi concreti in quello che facciamo.

Poiché non è semplice rendersi conto dell’effettivo miglioramento dei propri sintomi, specialmente se questi variano di giorno in giorno, può essere utile tenere un diario in cui annotare come ti senti.
Sfogliare a ritroso le sue pagine può essere di grande aiuto per constatare che il trattamento sta avendo sul lungo periodo degli effettivi benefici, di cui magari non ti sei accorto in precedenza.

Sintomi sotto controllo

Sintomi “sotto controllo”

Un generale andamento positivo può indurre a credere che non ci sia bisogno di assumere il farmaco.
In realtà, questo non serve solo ad alleviare il dolore, ma anche per prevenire l’insorgere di ulteriori danni in seguito.

Se ti sembra che i sintomi della malattia ti creino meno problemi, potrebbe nascere in te il dubbio di non avere bisogno della terapia e quindi di poterla sospendere.
È importante che tu sappia, però, che il trattamento cui ti sottoponi non è finalizzato unicamente ad alleviare dolori e rigidità, ma anche a ridurre il rischio di danni permanenti e disabilità. Per questo è molto importante che tu tu assuma la terapia come ti viene prescritta, anche quando ti senti meglio: si tratta di una protezione per il futuro, oltre che di una cura per il presente.

D’altra parte, potrebbe anche capitarti di pensare che qualsiasi sintomo sgradevole si manifesti durante la giornata sia legato alla tua malattia e quindi che la tua terapia non stia funzionando come dovrebbe.
In questo caso, ricorda sempre che tutti nella loro quotidianità possono sentirsi debilitati, perciò quello che provi può non essere necessariamente dovuto all’Artrite Reumatoide.
Ad esempio, se ti senti stanco o spossato, potrebbe essere dovuto al fatto che stai lavorando sotto pressione o non hai dormito bene!
Cambiare prospettiva può aiutarti a trovare una spiegazione diversa per come ti senti e a farti capire che la tua terapia sta comunque facendo il suo lavoro.

Mancata assunzione di farmaci

Mancata assunzione dei farmaci

A nessuno fa piacere dover prendere delle medicine, ma seguire correttamente il piano terapeutico per l’artrite reumatoide è molto importante per tenere la malattia sotto controllo. Adattare la terapia a uno stile di vita frenetico può essere difficile e spesso ci sembra di dover fare i salti mortali per continuare a condurre una vita normale.

In momenti come questi, potresti essere tentato di saltare una dose, ma devi cercare di non perderti d’animo. La mancata assunzione dei farmaci è in diretta relazione con l’evoluzione dell’artrite reumatoide2. Il mancato trattamento dell’ artrite reumatoide può causare seri danni alle articolazioni. Il 20-30% dei pazienti che non curano l’ artrite reumatoide risultano fisicamente inabili al lavoro in modo permanente entro due o tre anni dalla diagnosi3. Pertanto, sebbene tu possa avere l’impressione di sentirti meglio, la mancata assunzione dei farmaci può comportare un peggioramento della malattia e, a lungo termine, impedirti di condurre una vita normale.

Se sei tentato di non assumere i farmaci secondo la prescrizione, parlane al tuo reumatologo o all’infermiere che ti assiste. Discutere delle difficoltà incontrate nel seguire la terapia può essere difficile, ma non è mai opportuno tacere i propri dubbi.

Hai dimenticato di prendere le medicine

Ho dimenticato di prendere le medicine

Segui questi consigli utili per ricordarti di prendere le medicine.

Tieni un diario: annotare le date delle visite e gli orari di assunzione dei farmaci ti aiuterà  a seguire correttamente la terapia. Utilizza il Diario della Terapia, uno strumento ideale per tenere traccia della terapia in tutte le sue fasi.

Imposta un promemoria sul tuo cellulare: una sveglia che suona all’ora in cui devi prendere le medicine può essere di grande aiuto.

Crea una routine: creare una routine per l’assunzione dei farmaci può essere un sistema efficace per ricordarti di prendere le medicine all’ora indicata dal reumatologo.

Chiedi aiuto: tutti hanno bisogno di un piccolo promemoria di tanto in tanto, e chiedere a un amico o a un familiare di aiutarti a ricordare quando assumere i farmaci può essere molto utile.

Non ci riesco proprio

Non ci riesco proprio

Se hai messo in pratica tutti i consigli indicati, ma non riesci ancora ad assumere i farmaci correttamente, cerca assolutamente di evitare di interrompere la terapia. Continua a seguirla rispettando il dosaggio prescritto fino al prossimo consulto con il reumatologo. A quel punto, cercate di trovare insieme una terapia più indicata per te.

References

  1. Van den Bemt BJF et al. Expert Rev Clin 2012; 8(4):337-351.
  2. Fidder HH et al. World J Gastroenterol 2013; 19(27):4344-4350.
  3. Rindfleisch JA and Muller D. Am Fam Physician 2005; 72(6):1037-1049.