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Artrite Reumatoide - Io ne parlo

Pensieri comuni da sfatare - Artrite Reumatoide Io ne parlo

Avere dei dubbi sulla terapia, sui sintomi e sul come assumere i farmaci per l’artrite reumatoide è del tutto normale. In questa sezione trovi domande e pensieri sull’artrite reumatoide del tutto naturali, ma spesso difficili da  manifestare.

Sono l’unica persona ad essere così ansiosa

Essere preoccupati rispetto alla propria condizione e alla terapia da seguire è una cosa del tutto normale.
Il segreto è essere completamente sincero/a con il proprio medico curante e consentirgli di aiutarti.

Un aiuto decisivo può arrivare anche dai gruppi di supporto, all’interno dei quali puoi incontrare persone che condividono le tue stesse preoccupazioni.

Le mie preoccupazioni sono fonte di noia per il mio medico

Il tuo medico vuole solo aiutarti, quindi non avere paura di parlare con lui e non pensare mai che le tue preoccupazioni siano troppe o troppo banali da condividere.

Un dialogo aperto e sincero aiuta ad affrontare ogni visita con una maggiore consapevolezza e alla prescrizione di una terapia sempre più mirata sulle tue esigenze.

Il mio corpo ha bisogno di una pausa dai farmaci

Le ricerche dimostrano come le terapie per l’AR possano protrarsi per molti anni ed è importante continuare ad assumere regolarmente i farmaci prescritti al fine di limitare l’insorgenza di danni futuri.

Se l’idea di sottoporti ad un trattamento a lungo termine ti causa preoccupazione, parlane con il tuo reumatologo.

Preoccuparmi per il futuro mi fa sentire più preparato/a

Preoccuparsi di quanto accadrà in futuro e di come evolverà il tuo rapporto con la malattia è una cosa normale e del tutto lecita, ma nessuno può sapere con esattezza quanto succederà nei prossimi anni, perciò è fondamentale che ti focalizzi sull’ottenere il meglio dal presente.

Essere informati e preparati per il futuro è importante, ma impiegare tempo ed energie preoccupandosi può rivelarsi controproducente.
Se ti capita spesso di avere pensieri negativi, parlarne con il medico o con gruppi di supporto può aiutarti a cambiare prospettiva.